Gem & Tonic...

Una vera e propria mania collettiva: si è diffusa a macchia d’olio, la moda dei “cristalli terapeutici”, ha raccolto consensi impensabili. Non bambini creduloni, nè vecchiette superstiziose, ma uomini d’affari, dinamici manager e artisti di successo hanno scoperto i poteri miracolosi di ametiste, topazi e granati.

Il campo d’applicazione è vastissimo: alcuni li usano per meditare, altri per rafforzare la concentrazione. molti ancora li mettono sotto il cuscino per dormire meglio. A questi vanno aggiunti i “cristallo-guaritori”, che li adottano per curare malattie di 0gni genere, dall’artrosi cervicale all’Aids.

a New york, la febbre del cristallo terapeutico ha trovato un’applicazione adatta alla cultura del party mondano: si chiama ” Gem and Tonic” e dal nome già si capisce l’idea. si lascia cadere un quarzo nel gin e si aspetta che la gemma sprigioni le sue vibrazioni...poi si beve.

Certo è che sulle proprietà misteriose e sulle simbologie dei cristalli si scrive da millenni. Ne parlano i testi sacri orientali, ne hanno scritto filosofi, scienziati e mistici di ogni tempo, da Democrito a Plinio il Vecchio.

E come veri e propri farmaci, le gemme sono state usate da Sumeri , Egizi, Greci e Romani. Ma, secondo la storia e la tradizione, quali sono queste proprietà terapeutiche?
Vediamole.

Agata

In alcune civiltà antiche (ad esempio presso i Sumeri), l’agata veniva usata come cura contro l’insonnia. ila contatto fisico con questo quarzo criptocristallino favoriva sogni piacevoli. Come amuleto, l’agata era considerata eccellente nel donare cautela e prudenza negli affari. 

Corniola

I greci la consideravano la pietra contro la timidezza e veniva usata anche per curare soggetti balbuzienti. 

Granato

I Romani polverizzavano il granato rosso e lo utilizzavano come medicina per eliminare la febbre alta. Il granato giallo era invece il farmaco contro epatite e itterizia. 

Lapislazzuli

Per Greci e romani la polvere di lapislazzuli era un tonico e allo stesso tempo un purgante eccezionale. Mentre in Egitto il lapis aveva un duplice uso: curava la depressione ed eliminava rapidamente una febbre di tipo malarico molto diffusa a quel tempo sulle rive del Nilo. 

Peridoto

Questa gemma, ridotta in polvere, era alla base di un infuso che curava gli attacchi d’asma. Veniva utilizzata per ridurre la sete nelle persone colpite da febbre alta e,  per fare effetto, la gemma doveva essere tenuta dal paziente sotto la lingua. 

Lunga collana in agata verde, giada hunan e peridoto. 

Pietra di Luna

in Oriente aveva il potere di ridestare le passioni assopite degli amanti. Storicamente associata alla fortuna, la pietra di luna veniva spesso usata per predire il futuro. In tal senso la gemma era efficace solo se il veggente la tratteneva in bocca nelle notti di luna piena. 

Ametista

Il nome di origine greca significa ”non ubriaco”. E difatti questa gemma veniva utilizzata dai Greci per combattere e prevenire l’alcolismo. Era diffusa l’idea che favorisse lo sviluppo dell’intelligenza e del senso degli affari. Mentre nella farmacopea del Medio Evo, il quarzo viola veniva consigliato nella prevenzione di tutte le malattie infettive. 

Zircone

Nel Medio Evo si credeva che lo zircone allontanasse gli influssi negativi e maligni. In quel periodo era molto in voga, come amuleto, un anello con zircone, da tutti considerato l’unico cristallo in grado di difendere l’uomo dalla peste. 

Topazio

Forse la pietra con più poteri curativi e proprietà magiche. Nel Medio Evo veniva utilizzato per eliminare la tristezza e rafforzare l’intelligenza e il coraggio. In quel periodo era molto diffusa la convinzione che un topazio montato su oro rompesse ogni genere di incantesimo, favorisse la fedeltà e calmasse le passioni più accese. Il topazio polverizzato, invece, era la cura per asma, insonnia, bruciature e emorragie. 

Corallo

Nel XVI secolo la farmacopea delle più importanti culture europee lo considerava medicina fondamentale per curare  numerose malattie: disfunzioni epatiche,dolori alla vescica,disturbi circolatori e affezioni gastriche. Un paziente illustre che testimonia la grande  importanza del corallo nella medicina fu Luigi XIV. Il medico personale del Re Sole annotava nel suo diario di lavoro che a Sua Maestà veniva spesso somministrato un infuso a base di polvere rossa: era corallo. 

Acquamarina

Tradizionalmente è la gemma della felicità e dell’eterna giovinezza. In Europa, ne Medio Evo, era diffusa la credenza che la gemma azzurra accentuasse l’intuito e favorisse la preveggenza. come farmaco veniva spesso usata nella cura dell’asma e dei disturbi della vista. 

collana in argento e acqua marina 

Zaffiro

Veniva utilizzato per curare tutte le malattie della vista. 

Smeraldo

Nella tradizione il suo colore verde simboleggia sia la bellezza della natura (non a caso è la pietra del mese di maggio) sia la bellezza come entità. Difatti nelle civiltà antiche lo smeraldo veniva associato alla dea Venere e all’amore. In campo terapeutico si riteneva che lo smeraldo rinforzasse la memoria, favorisse la dialettica e riducesse drasticamente le crisi. 

Rubino

Era considerato la gemma dell’invulnerabilità. In Oriente era così radicata questa credenza che i guerrieri più esposti al pericolo si facevano incidere sull’avambraccio destro una ferita, nella quale in seguito veniva inserito un piccolo rubino che rendeva invulnerabile il soldato. Come amuleto, invece, nel Medio Evo si credeva che il rubino assicurasse salute, saggezza, ricchezza e un sicuro successo nelle faccende d’amore. 

radice di rubino e ottone